SUMIMASEN: ECCO COME L'EDUCAZIONE FA STRADA VIVENDO IN GIAPPONE

Diario di viaggio di sunflower1963

Dopo aver sentito parlare tantissimo del Giappone dai miei due figli, due mesi fa sono andata a viverci per un mese e mezzo. Fin solo due anni fa, non avrei mai pensato che sarebbe successo per via dei 30 anni passati ad avere paura di volare, il che ha sempre reso il Giappone troppo lontano rispetto l'Italia. Comunque, prima che lo sapessi, mi sono ritrovata su un aereo che si stava dirigendo verso Osaka, verso mia figlia che era in dolce attesa del mio primo nipotino. Adesso, ripensandoci a mente lucida, sembra sia stata tutto un sogno e mi ritrovo a chiedermi cos'è rimasto nel mio cuore e nella mia memoria dei giorni spesi in Giappone. Be', certamente la gioia di aver assistito alla nascita del mio primo nipotino e la tranquillità di vedere mia figlia stabilita a Kobe, e seconda cosa, l'avventura disorientante e il fatto di dovermi completamente adattare a questo interessante e assolutamente diverso modo di vivere. Il fatto di non conoscere la lingua potrebbe sembrare un problema banale, ma per noi è stata un'enorme barriera da superare, anche quando dovevamo provvedere a uno dei nostri bisogni più basilari... il cibo. Effettivamente comprando cibo (o qualsiasi altra cosa) nei combi-nis (piccoli bazaar supermercati trovati in ogni angolo), o ordinare nei ristoranti per via dei menù e delle marche, ecc è diventato per noi un po' un incubo, scritti nei loro bellissimi caratteri, ma assolutamente incomprensibili (per noi) e anche comunicare con camerieri o cassieri era più un'avventura nella lingua dei segni... non c'era traccia di lingua inglese da nessuna parte. Presto abbiamo imparato le parole più elementari di educazione che abbiamo ripetuto più e più volte possibile sorridendo e inchinandoci... arigatou gosaimasu (grazie mille), sumimasen (scusate), setto (set di cibo) e hai (sì). Sicuramente è questo il motivo per cui Lost in Translation è stato un film che mi è venuto subito in mente mentre cercavo di sistemarmi e trovare il modo per girovagare per la città. Qualcos'altro che rimarrà per sempre nella mia memoria è lo straordinario sistema ferroviario in Giappone. Non avrei mai pensato di venire affascinata dai treni, ma la rete ferroviaria eccezionale e molto efficiente che puntualmente (davvero puntuale!!) ci ha portato ovunque è stata davvero indimenticabile. E questa è stata la mia impressione anche senza avvicinarmi minimamente al famoso Shinkansen!



Ciò che mi affascinava in particolare era che ogni linea ferroviaria aveva il proprio tema musicale, che veniva suonato ogni volta che un treno si avvicinava a una stazione, prima che la voce annunciasse che il treno stava arrivando; dopo un po' quei temi carini divennero parte della nostra vita quotidiana e divennero totalmente rassicuranti! In effetti anche le migliaia di persone che prendevano quei treni ogni giorno erano ugualmente affascinanti per me. La loro cortesia, il rispetto degli spazi e della quiete degli altri, e le loro code molto ordinate erano particolarmente impressionanti - anche il fatto che un numero così grande di persone (di tutte le età, compresi i bambini non accompagnati!) viaggiava costantemente, saliva sui treni e si allontanava, in qualsiasi giorno della settimana. L'altro aspetto della nostra vita in Giappone che ricorderò è la sensazione di essere coccolati e al sicuro ovunque andassimo. Uomini anziani in uniforme aiutavano le persone negli incroci, in ogni ristorante e bar c'erano coperte di lana, cestini per le borse e i cappotti, acqua ghiacciata gratuita o tè caldo e asciugamani bagnati (per non parlare del tipo di servizi igienici, puliti e scintillanti praticamente ovunque). La cura personale sembra una questione molto importante a giudicare dalle loro gigantesche farmacie con infiniti prodotti per l'igiene personale, la salute e la bellezza... Avrei potuto rimanere in quei negozi per giorni, passando davanti a tutti gli articoli se solo avessi potuto capire le etichette!! (qui ammetto umilmente che anche i negozi che vendevano articoli di cancelleria, kawaii (carino) animaletti di peluche e gadget in varietà incredibili erano la mia vera rovina in Giappone!) E, ultimo ma non meno importante, il sentimento generale di sicurezza senza il pericolo di furti o violenze a qualsiasi ora del giorno in cui avremmo camminato per la città, confermato quando siamo tornati a casa alle quattro del mattino dopo la nascita del nostro nipotino. Quindi la risposta alla mia domanda iniziale, sarebbe che rimanere in Giappone per un periodo di tempo più lungo del solito intervallo di tempo turistico (altamente raccomandato poiché è sicuramente un paese bellissimo e affascinante!) è stato un po' inquietante per me, a causa dello shock culturale di doversi adattare a modi di vita completamente diversi. Allo stesso tempo, tuttavia, è stata un'esperienza che mi ha arricchita, in cui ho assistito a tanta cortesia, ordine, efficienza e rispetto ogni giorno, anche in mezzo a enormi folle di persone, che sono veramente qualità preziose e indimenticabili del popolo giapponese.