LIAR GAME

Recensione a cura di Valinor

Titolo: 라이어 게임 / Raieo Geim / Liar Game
Genere: Mistery, Thriller
Anno: 2014 - dal 20.10.2014 al 25.11.2014
Episodi: 12 episodi da 60 minuti
Casa di produzione: Coreana - tvN

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Cast

Lee Sang Yoon

Ha Woo Jin

Kim So Eun

Nam Da Jung

Shin Sung Rok

Kang Do Young

Trama

Premessa: ispirato all'omonimo drama giapponese con lo stesso titolo (anzi, ai drama e ai film che ne seguirono), Liar Game coreano si discosta quasi subito (e profondamente) dalla controparte nipponica, perciò anche chi ha già visto quella versione potrà godersi appieno questa. Perché è tutto diverso: personaggi, trama, misteri, finale. Ed è diverso anche il tono del racconto: laddove nel Liar Game Giapponese c'era una atmosfera onirica e un po' favolistica, nel Liar Game coreano troviamo una narrazione asciutta e molto realistica.
Nam Da Jung è una ragazza tranquilla, buona e generosa. Fin troppo generosa. Un giorno, in modo strano e bizzarro, si ritrova coinvolta nel Liar Game: uno show televisivo molto particolare, che mette in palio una cifra enorme - miliardi di Won - per avere tale somma, devi essere più furbo degli altri, devi mentire ed ingannare. Non si chiama forse "il gioco delle bugie"?
Una lotta senza quartiere tra i concorrenti, che non dovranno risparmiarsi colpi bassi e sgambetti. A Da Jung quei soldi servirebbero davvero, ma come potrebbe cavarsela un agnellino come lei tra tanti lupi? Allo show partecipa anche il professor Cha Woo Jin, intelligente e astuto genio della truffa, e il suo motto personale "Non fidarti di nessuno" sembra perfetto per questo gioco. Né lui né Da Jung avrebbero voluto diventare concorrenti, ma la casualità li costringe a farlo.
O forse non è affatto un caso.
Niente è normale nel Liar Game, tutto sembra avere una seconda e magari una terza chiave di lettura, nulla è come sembra.
Soprattutto è strano l'MC del programma, il presentatore Kang Do Hyung, coi suoi sorrisi, col suo parlare di tutto senza in realtà dire niente. E quando nel gioco la gente comincia a sparire davvero, Woo Jin e Da Jung capiscono che dovranno unire le forze per uscire dal gioco.
Vivi.

Curiosità

Il drama è tratto dall'omonimo manga di Shinobu Kaitani. Esiste anche una trasposizione Giapponese con Matsuda Shota e Toda Erika, del 2017.

Commento

Liar Game non è un drama facile. Forse non è neanche adatto ai gusti di tutti. È diverso, particolare, unico nel suo genere. Non ha romance, niente storie d'amore o gente che angsta teatralmente. È un drama molto psicologico, mentale direi, che scava nei personaggi in un modo raro da trovare in questo genere di sceneggiati.
Intelligente e profondo, si distanzia enormemente dalla versione giapponese, che pure (nella 1° serie da poco rivista dopo anni) ho apprezzato. Ma qui siamo proprio su un altro livello, su un altro pianeta. Il confronto non regge, e avrebbe anche poco senso, visto che col passare delle puntate le due trame divergono sempre più, fino a diventare due storie diverse e con finali diversi.
Quindi anche se avete visto la versione giapponese, non avrete il dejavu di guardare una storia già nota. Liar Game Giapponese è adorabile, ma Liar Game coreano è un capolavoro.
C'è uno dei migliori Cattivi che ho mai visto in un drama, reso magistralmente da uno Shin Sung Rok immenso, che ha saputo dare a questa conturbante figura una profondità che quasi mai si riscontra. Kang Do Hyung non è il classico villain bidimensionale, machiavellico e cattivissimo dallo spessore di una pozzanghera, è invece un uomo che... Non dirò altro, ma sappiate che merita la visione. Il suo personaggio, vero centro del racconto, neanche c'è nella versione giapponese, questo tanto per chiarire quanto le due storie alla fine risultino diverse. E per fortuna, non c'è niente di peggio che vedere trame-fotocopia.
Un applauso va innanzitutto alla sceneggiatura impeccabile (capace di rispondere a tutte le domande come si deve) e lasciarsi comunque una porta socchiusa verso una eventuale seconda serie. Il drama è concluso, ma c'è un angolino che potrebbe riservare bellissime sorprese. E per la prima volta, proprio io che detesto i sequel, voglio una seconda serie, e il desiderio è unanime: devo ancora leggere un commento di qualcuno che non la vorrebbe. Non perché a Liar Game manchi qualcosa, anzi, ma perché ne vuoi ancora. E lo sceneggiatore ha dimostrato di sapere bene come si scrive una storia, il cast (assolutamente strepitoso) è d'accordo, i fan pure... Ce la daranno? Lo spero proprio.
Sembra strano dire tanto bene di un drama in cui la parte amorosa è praticamente assente, ma è così, e non è una cosa che ti manca. Anzi se ci fosse stata sarebbe risultata di troppo. L'attore Lee Sang Yoon (un bravissimo Ha Woo Jin) ne ha parlato, e riporto le sue parole. Non sono spoiler, le ha dette prima della messa in onda: "Invece di una storia romantica che fa battere il cuore, stiamo cercando di rappresentare una storia d'amore sottile a metà tra 'Papà gamba lunga' e una brava ragazza. Stiamo cercando di mostrare sentimenti delicati. Anche se non lo vediamo nel copione, c'è una parte dove possiamo mostrare queste emozioni e noi le mostriamo. Mostriamo il momento in cui le persone iniziano ad uscire insieme.
Assolutamente d'accordo, qui c'è il "prima" dell'amore, la sua "base". E ogni gesto delicato ti fa sognare e battere il cuore, proprio perché è raro e perfettamente dosato. Lodi al coraggio, farlo in un drama coreano è stata una sfida. Vinta.