ILJIMAE

Recensione a cura di Misa Ji-hye e Kaory72

Titolo: 일지매 (一枝梅) / Iljimae
Genere: Storico, Azione, Sentimentale
Anno: 2008 - dal 21.05.2008 al 24.07.2008
Episodi: 20 episodi di circa 60 minuti
Casa di produzione: Coreana - SBS
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Cast

Cast principale

Lee Jun Ki

Il Ji Mae / Yong Yi

Park Shi Hoo

Si Hoo

Han Hyo Joo

Eun Chae


Cast secondario

Lee Young Ah

Bong Soon

Lee Moon Sik

Soe Dol

Lee Il Hwa

Mrs. Han

Son Tae Young

Yeon Yi

Kim Sung Ryoung

Dan Yi

Jo Min Gi

Lee Won Ho

Ahn Kil Kang

Kong Gul Ah je

Kim Hyun Sung

Hong Gyeon

Lee Won Jae

Jang Po Gyo

Trama

Yong è un giovane considerato da tutti un fannullone legato da profondo affetto al padre, Swe Dol, un ex-ladro dal cuore tenero, finito a sua volta nei guai per amore del figlio; il ragazzo decide quindi di rischiare la propria vita per salvare quella del genitore cedendo al ricatto del ricco ed egoista Shi Wan e decidendo quindi di combattere un incontro di lotta illegale nonostante le sue scarse capacità.
Dopo aver vinto il primo incontro, grazie da un escamotage, un altro ragazzo si propone di sfidarlo: è Shi Hoo, un giovane, che tutti credono figlio illegittimo del nobile corrotto Byun Sik e quindi fratellastro di Shi Wan. I due ragazzi, ingari del legame che li unisce, combattono all'ultimo sangue per la stessa causa, salvare la vita a Swe Dol, poiché anche Shi Hoo è stato allevato come un figlio dal buon ladro prima di diventare il nobile figlio di Byun Sik.
Yong, non essendo all'altezza del giovane e abile avversario (futuro membro dell'esercito), viene picchiato ripetutamente sotto gli occhi di Dani, madre naturale di Shi Hoo e adottiva di Yong. I forti colpi ricevuti in testa e sul torace faranno però riaffiorare nella mente del giovane Yong i ricordi di un lontano passato rimasti sopiti per tanti anni.
Yong è in realtà Lee Geom, erede della nobile famiglia Lee. Geom era un ragazzino felice, molto abile nel disegno che viveva serenamente la sua infanzia con il padre, la madre e la sorella fino al giorno in cui la sua vita venne sconvolta totalmente.
Swe Dol, attirato dal miraggio di un guadagno facile, accettò di svolgere un incarico all'apparenza banale affidatogli dal nobile Byun Sik, che a sua volta aveva ricevuto l'incarico dai suoi superiori: l'uomo doveva sotterrare sotto la casa di una famiglia nobile un documento privato. La curiosità però prese il sopravvento e, comprendendo l'importanza del foglio e le conseguenze che il suo gesto avrebbe potuto far scaturire (ovvero che Lee Won Ho, il padre di Lee Geom, e la sua famiglia sarebbero stati considerati traditori della patria) il ladro decise di tirarsi indietro.
Byun Sik non potendo lasciarlo libero per timore che il complotto fosse rivelato, lo imprigionò, intenzionato ad ucciderlo; Ja Dol, figlio di Swe Dol, che aveva seguito il padre nelle notti precedenti sospettando qualcosa, per riaverlo libero e vivo, si offrì volontario di portare a termine il lavoro. Così il nobile e abile spadaccino Lee Won Ho, sotto gli occhi del figlio Geom nascosto in un armadio pochi istanti prima del combattimento, venne tradito e ucciso nella sua stessa casa per mano di due sanguinari sicari che mascherarono il tutto come suicidio di un traditore della patria. Il documento, nascosto da Ja Dol, venne trovato e da quel giorno il nome della famiglia Lee fu disonorato: il corpo di Lee Won Ho venne smembrato, la moglie schiavizzata mentre la sorella scomparve nel nulla. Il povero Geom fu costretto a scappare e, per nascondere la propria identità una volta catturato, a disconoscere la propria madre lanciandole pietre.
Intanto Byun Sik, mancando alla parola data, decise lo stesso di eliminare Swe Dol e il figlio e solo l'intervento della madre di Ja Dol, Dani, riuscì ad evitare il peggio; la donna infatti, nel supplicare pietà all'uomo, rivelò che Ja Dol era in realtà suo figlio, frutto di una notte d'amore di anni prima. Non potendo uccidere il ragazzo, credendolo sangue del suo sangue, Byun Sik decise quindi di prendere il ragazzino, che cambiò nome in Shi Hoo, sotto la propria custodia e di farlo vivere in casa sua, con grave disappunto di Shi Wan, figlio maggiore dell' uomo, perfido, arrogante e dotato di poco talento.
Lee Geom, nella sua fuga disperata dai sicari pronti ad eliminare qualsiasi traccia della sua famiglia (per nascondere il falso tradimento), incontrò un ragazzino e la sua piccola sorella, di nome Bong Song, anch'essi scampati da misteriosi uomini che volevano ucciderli dopo aver sterminato i loro genitori. I tre ragazzi fecero amicizia ma il ragazzino, scambiato proprio per Geom durante un giro in città per acquistare cibo, venne freddato dai sicari.
Terrorizzati ed inseguiti i due bambini superstiti fuggirono fino a giungere davanti ad un precipizio; Geom strinse forte la mano di Bong Song pronto a lanciarsi nel lago, ma la piccola terrorizzata non ebbe la forza di saltare e fu catturata da uno dei sicari mentre Geom scomparve nell'acqua. Molti anni dopo, il destino farà incrociare le vite di Yong, Shi Hoo, Eun-Chae e Bong Song e...nascerà la leggenda di Iljimae, l'eroe che ruba ai ricchi per dare ai poveri, il cui vero scopo è solo la vendetta, in ricordo del tradimento subito.

Curiosità

Il drama è stato premiato con molti awards ai SBS Awards che si sono svolti il 31.12.2008.
Sia la SBS nel 2008, sia la MBC nel 2009 hanno prodotto la loro versione di questa storia in un drama televisivo. La MBC detiene i diritti del fumetto originale di Ko Young Woo (1938 - 2005) e ha prodotto il drama Return of Iljimae (in onda dal 21.01.2009) ambientato in parte in Giappone e in Cina, la cui storia è totalmente diversa da quella proposta nella versione della SBS (dove Iljimae non lascia mai la Corea e la città dove vive). Già nel 1993 c'era stata una versione televisiva di questa storia, intitolata Il-ji-mae, con protagonista Jang Dong Gun.
Il drama è stato girato in parte al Korean National Folk Village - un luogo che dista circa 2 ore scarse dalla capitale coreana - dove è ricostruito un antico villaggio coreano secondo le tradizioni con i palazzi, gli antichi mestieri, le case e i templi. Qui sono state girate molte scene di drama storici e anche alcune scene del film, The King and The Clown, sempre di Lee Jun Ki. Io (Misa) l'ho visitato nell'estate del 2008.

Commento

Quando questo drama è terminato mi è veramente sembrato di essere uscita da un sogno, il mondo di Iljimae. Il mondo del forte e onesto combattente che ruba ai ricchi con uno scopo ben preciso, ma anche del fannullone Yong, ragazzo intelligente che appare sciocco e strambo, di suo padre, un uomo splendido, così povero e buono a nulla all'apparenza, ma così dotato di bontà, generosità forza e intelligenza, della forte, sorridente e simpatica Bong Song che assieme al suo astuto e abile monaco-padre forma una coppia stupenda, ed ancora da Shi Hoo così determinato da suscitare quasi antipatia nello spettatore per la sua fermezza e ostinatezza, dalla riservata e scontrosa Da Ni, donna che ha subìto tanti dolori, ma che in fondo ha un amore sterminato per i suoi due figli, dal popolo che prima protesta in silenzio, poi reagisce e combatte per ottenere giustizia da una società ingiusta che aiuta e protegge i nobili e condanna i poveri.
Potrei continuare così citando tutto il cast... si perché uno dei punti di forza di questa serie, a mio parere, è proprio il cast. Bravi attori che hanno tra loro un'ottima intesa e che interpretano ruoli così eterogenei, così forti e così interessanti. Personalmente, oltre alla bravura di Lee Jun Ki, il mio personaggio preferito è il padre Swe Dol. È un uomo così semplice, povero, ma con un cuore immenso: la classica persona per cui puoi provare solo un infinito affetto e amore; per le persone cui vuole bene fa tutto e dà tutto quello che ha, si redime dal suo passato di ladro e lavora sodo per rendere felice Da Ni, che ama profondamente nonostante il loro legame sia nato e sia cresciuto in maniera molto particolare. L'uomo è capace di piccoli gesti dal valore immenso, di sorrisi che mettono allegria, di ottimismo che aiuta ad andare avanti nella vita.
Bong Song è un altro personaggio che ho veramente apprezzato: la sua voglia di vivere, di andare avanti, nonostante il suo passato, il suo atteggiamento buffo e idiota a volte, che scherma la sua tristezza, il suo sorriso dolce e bisognoso di una persona che le prenda la mano e la protegga e, a sua volta, il suo desiderio di proteggere le persone che ama. È una ragazza che appare poco donna, ma che, a mio parere, nasconde una forte femminilità.
Lee Jun Ki è il protagonista, l'eroe del drama in tutto e per tutto e nelle sue versioni "idiota" e "seria". È un ragazzo che ha subìto una tragedia più grande di lui in tenera età e per questa vendetta vivrà i suoi giorni, ma al contempo appare come lo spensierato e sciocco popolano Yong. Se all'inizio questo suo atteggiamento strambo è reale successivamente diventa sempre più una pura finzione: Yong vuole vivere il suo dolore da solo, vuole combattere da solo, e la maschera di Iljimae è la sua protezione per agire nella notte oscura, per cercare di sanare la sua ferita profonda. Yong, anche se potrebbe, non vuole condividere con nessuno la sua tragedia: lo fa per generosità nei confronti di chi lo ha salvato, di chi ha creduto in lui. Alcune critiche sono state mosse in merito alla sua recitazione a volte troppo forzata ed esagerata, io non ho dato peso a questo aspetto anzi l'ho trovato divertente e utile, molto utile a mascherare la sua seconda vita, la sua missione (un po' come era per Zorro, eroe di notte, appariva fannullone riccastro di giorno).
Shi Woo, interpretato dall'omonimo attore, all'inizio personalmente non ha suscitato in me forti emozioni. Il suo ruolo mi appariva troppo statico e serio senza sentimenti, ma con il il passare degli episodi ho compreso questo personaggio sempre molto turbato, triste, distrutto dentro da quello che ha vissuto, da come è cresciuto, senza l'amore di una madre e l'odio della sua famiglia. Mi sarebbe piaciuto però che il suo personaggio, visti i legami e gli intrecci che lo legano a Yong, Swe Dol, Da Ni e Byun Shik, fossero sfruttati molti di più; a mio parere il suo personaggio poteva rendere la storia ancora più indimenticabile.
Stesso discorso può essere fatto per Eun Chae. Accantonando il fatto che non mi ha entusiasmato l'attrice e la sua intesa con Lee Jun Ki (meglio l'intesa con Lee Yong Ah che interpreta Bong Song), il suo ruolo potrebbe avere forti potenzialità, ma non è stato sfruttato bene e, dopo un inizio interessante, si appiattisce senza prendere decisioni, senza agire come invece dovrebbe fare una donna anticonformista come lei, che lotta con i poveri e per i poveri, che aiuta i più deboli, una donna che ama un eroe dell'epoca Joseon.
La trama è un altro punto forte di questo drama: la storia ha veramente un intreccio intrigante e che mostra scene toccanti indimenticabili. Lo spettatore conosce i legami che collegano i personaggi ed è in trepidante attesa puntata dopo puntata che vengano svelati o magari si intreccino ancora di più, mentre Iljimae compie le sue azioni, alla ricerca di una risposta che possa sanare la sua ferita.
Questa storia, al di là dell'eroe Iljimae, potrebbe stare in piedi da sola per la sua struttura, ma purtroppo, e lo devo ammettere, nonostante sia una fan di questa serie, poteva essere più ancora più potente e impressionante. Dopo attese ed intrecci i nodi vengono al pettine, ma forse troppo rapidamente, in maniera poco chiara e rimane un po' l'amarezza per un chiarimento fugace, una parola mezza detta o non detta, una scena troppo veloce.
Il drama ha ottenuto indici di ascolto molto alti soprattutto verso le ultime puntate, però la serie non è stata allungata come molte fans speravano (probabilmente per motivi di budget), e io concordo sull'idea che qualche puntata in più (24 in totale invece di 20 per esempio) avrebbe lasciato più respiro ad alcuni chiarimenti e la "parte finale" sarebbe stata più apprezzabile.
La rapidità di lavorazione del drama per la messa in onda secondo la programmazione stabilita ha portato ad alcuni errori di montaggio, per cui a volte le scene, soprattutto nelle puntate finali dove forse la fretta si faceva più sentire, sono mal collegate tra loro e si sente la mancanza in alcuni punti di un filo conduttore. La storia si comprende e suscita emozioni, ma si percepisce una mancanza di fluidità in alcuni momenti.
Sicuramente senza questi "problemi" sopracitati, il drama sarebbe definibile un vero capolavoro. Ad ogni modo rimane una storia interessante, con una colonna sonora splendida, molte scene che toccano il cuore per la loro semplicità, dolcezza, tragedia e tristezza (come non ricordare quando Geom deve lanciare una pietra alla madre per salvarsi la vita, o ancora Bong Song che vede Da Ni e la madre di Geom con il piccolo Kekong...), un eroe che fa palpitare le spettatrici con il suo abito nero, la maschera, il capello lungo mentre si dipana in appassionanti scene di combattimento (molto reali), scenari indimenticabili (i ciliegi in fiore della casa di Geom per esempio) etc... Per cui io ve lo consiglio vivamente.. Non perdetevi questa splendida serie..