CHUNO

Recensione a cura di Valinor

Titolo: 추노 / Chuno / Pursuing Servants / Slave Hunters
Genere: Azione, Storico, Romantico
Anno: 2010 - dal 06.01.2010
Episodi: 24 episodi da 60 minuti
Casa di produzione: Coreana - KBS2

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Cast

Jang Hyuk

Dae-Gil

Oh Ji-Ho

Tae-Ha

Lee Da-Hae

Hye-Won

Kong Hyung-Jin

Eop-Bok

Lee Jong-Hyeok

Hwang Cheol-Woong

Han Jung-Soo

Choi Jang-Jun

Trama

Di sicuro uno dei migliori sageuk (cioè drama storici) mai prodotti in Corea.
Una storia adulta, intensa, visivamente spettacolare, con una trama mai banale e molto realistica. 1648: i chuno sono i cacciatori di schiavi. Siamo in un periodo molto pesante per la Corea, in cui la schiavitù è parte della società, visto che la popolazione è divisa in rigide classi, ultima delle quali è proprio quella degli schiavi. I quali non sono più considerati persone, ma cose, proprietà privata dei padroni, che di loro possono fare ciò che vogliono, anche marchiarli come bestie, anche violarli, anche ucciderli. Uomini, donne e bambini non fa alcuna differenza. Senza diritti e senza speranze nel futuro per sé e per i propri figli, le fughe sono all'ordine del giorno. Ogni tanto qualcuno ce la fa, ma sono pochi, la maggioranza viene ripresa, con conseguenze spesso tragiche. Ma quando non hai altra scelta, anche una piccola possibilità è meglio che niente. Chi fa questo sporco lavoro sono proprio i chuno, perciò considerati alla stregua di banditi, temuti e odiati dalla gente. Al soldo di chi paga di più, percorrono il Paese alla ricerca dei fuggiaschi. Lee Dae Gil, nobile decaduto per l'inganno di un suo schiavo, è ora un chuno, uno dei più bravi, vero terrore dei fuggitivi, che già tremano solo a sentirne il nome. Difficilmente qualcuno gli sfugge.
Song Tae Ha è un Generale diventato schiavo per colpe non sue, che si ritrova catapultato da una vita agiata con famiglia felice, a schiavitù senza più niente, né famiglia né diritti. Ma mentre Dae Gil si è incattivito dopo la caduta, Tae Ha ha conservato onore e dignità. Le vite di questi uomini, tanto diversi quanto il giorno e la notte, si incontreranno e scontreranno quando a Dae Gil verrà richiesto di cercare uno schiavo fuggiasco di nome Tae Ha. E nulla sarà più lo stesso per entrambi.

Commento

Per me è uno dei drama più belli, adulti, completi e veri che ho visto. In Chuno non troverete le solite situazioni trite e ritrite, che ti fanno indovinare cosa accadrà ancor prima di vederlo, perché tanto "succede sempre così". I personaggi sono profondi, tormentati, ben strutturati, interpretati al meglio da un cast in stato di grazia, e la storia manda al macero il 95% dei cliché dei drama. Già per questo meriterebbe la visione. Poi l'ambientazione è molto particolare per essere un sageuk (uno storico), perché a differenza dell'usuale, i protagonisti non sono reali, sovrani, ricchi e famosi, ma i poveri, gli schiavi, gli ultimi degli ultimi, e la realtà mostrata non è quella felice e patinata dei potenti, ma quella livida e polverosa di chi deve sopravvivere, di chi subisce angherie, ma resiste e non si arrende. Lee Daegil (Jang Hyuk) è un chuno, cioè un cacciatore di schiavi. Fa un mestiere odiato da tutti, riportare ai padroni gli schiavi fuggiti, ed è cinico, disincatato, con tratti di durezza, ma in lui si intravede un barlume di dolcezza e moralità. Era nobile, uno yangban, cosa lo ha reso così? Cosa lo ha portato a fare un simile esecrato lavoro? Di chi è il ritratto di donna che si porta dietro da 10 anni? Song Tae Ha (Oh Ji Ho) è uno schiavo del governo, che lavora nelle stalle del Centro di Addestramento Militare, marchiato sulla fronte (con l'ideogramma "no" cioè schiavo maschio, mentre le donne hanno l'ideogramma "bi" cioè schiavo femmina, visto che gli schiavi venivano marchiati come bestie). Zoppica vistosamente, e viene continuamente maltrattato dai suoi superiori. Eppure non si ribella, sembra tranquillo, sopporta e aspetta. Cosa? E perché da certi ricordi sembra essere stato lui il precedente Comandante di quel centro? Cosa può essergli successo da renderlo uno schiavo, facendolo precipitare dalla posizione più alta a quella più bassa della società? Questi due uomini diversissimi vedranno incrociarsi le loro strade, assieme a quella di una misteriosa ragazza, Hye Won, del nuovo Comandante del centro, e degli amici di Daegil, Choi e Wangson, nonché di una giovane danzatrice fuggita dal suo clan che la sfruttava, Seolhwa. Un turbinio di inseguimenti, lotte, confronti, odio, amore, invidia, angst, desiderio di vendetta, di libertà, perdono, sacrificio, amicizia... C'è di tutto in Chuno, trattato in modo assolutamente adulto. Ecco, forse il "taglio" dato al drama è la cosa più rimarchevole. A partire delle riprese meravigliose, fatte spesso con telecamere speciali, una fotografia degna di un film, panorami mozzafiato, e musiche favolose. Ma quello che colpisce da subito è la serietà della messa in scena. Sembra tutto vero, per questo ogni tanto capita anche qualche scena un po' più cruda. Nulla di eccessivo, si può stare tranquilli, solo è una storia che non cerca di ingannarti, non cerca di farti credere che la povertà sia un bucolico stile di vita, in cui tutti si amano e si aiutano, perché non è così. Essere poveri voleva dire lottare quotidianamente per sopravvivere, per vedere rispettati almeno i diritti fondamentali a una vita decente. Anche la scelta degli attori è stata fatta come si deve. Qui non troverete i classici interpreti orientali dai fisici esili e quasi femminei, chili di kajal, sempre perfetti in ogni occasione. No, gli attori sono maschi che più non si può, spesso mezzi nudi, che si sporcano, vengono feriti, lottano e interagiscono con realismo tra loro. Ecco, le lotte. Siamo sinceri, i combattimenti nei sageuk due volte su tre sono al limite del ridicolo, con gente che svolazza di qua e di là, salti inverosimili, e cose del genere. Non in Chuno, dove invece sono girati con verosimiglianza mai vista, gli attori e gli stuntman hanno fatto un lavoro strepitoso. Però Chuno non è un sageuk che fa vedere solo quelli, il focus resta sempre nel cuore dei personaggi, la loro psicologia è al centro del racconto. È un drama per tutti Chuno? Forse no. Non è per chi vuole solo distrarsi un'oretta, non è per chi non ama pensare, perché ti fa riflettere, ti appassiona e trascina con sé. Ti sbatte in faccia senza inganni anche le cose brutte di quella società. Ma è un gioiello, diversissimo da ogni altra storia. È un drama per chi vuole vedere qualcosa di vero, reale, in cui i personaggi sembrino persone e non pupazzetti, in cui segui col cuore in gola il loro divenire nella storia. È un drama per chi ama stupirsi, perché in Chuno anche sapere chi finisce con chi è un mistero che dura fino alla fine, nulla è scontato. Un capolavoro, che rivedrei daccapo anche domani.