ARANG AND THE MAGISTRATE

Recensione a cura di Valinor e Lali

Titolo: 아랑사또전 / Arangsaddojeon / Arang / Arang Magistrate Story
Genere: Fantasy, Storico, Mystery, Commedia Romantica, Azione
Anno: 2012 - dal 08.08.2012
Episodi: 20 episodi + 1 Special da 60 minuti
Casa di produzione: Coreana - MBC

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Cast

Cast principale

Lee Jun Ki

Eun Oh

Shin Min Ah

Ah Rang


Cast secondario

Yun Woo Jin

Joo Wal

Kwon Oh Jung

Dol Soe

Hwang Bo Ra

Bang Wool

Han Jung Soo

Moo Young

Yoo Seung Ho

Imperatore di Jade

Park Jun Gyu

Re di Underworld

Kim Yong Geon

Il nobile Choi

Kim Kwang Kyu

Ibang

Lee Sang Hun

Hyungbang

Trama

Il drama è ambientato nel passato, nel periodo Joseon. Arang è un fantasma di una ragazza dal carattere forte e particolarmente spigliato. In realtà è una ragazza che è stata uccisa, ma il fantasma non ne sa il motivo, ha solo la sensazione che non sia stata una morte naturale, ma un omicidio. Lee Eun Oh è un uomo in cerca della madre, ha l'incredibile capacità di vedere e sentire i fantasmi da quando era un bambino, quando avuto un incidente, è quasi morto.
Quando incappa in Arang, dapprima fa finta di non vederla, ma poi vedendo che il fantasma si mette sempre nei guai decide di esporsi. A dare la caccia ad Arang, ci sono i mietitori: figure che hanno il compito di scortare i fantasmi all'altro mondo. In quest'ultimo troviamo altre figure quali l'Imperatore di Giada e il Re dell'Oltretomba.
Arang convince con fatica Eun Oh ad aiutarla a scoprire chi è stato la causa della sua morte, l'uomo non vuole darle corda, ma il fantasma ha un indizio di dove si trova sua madre e capisce che se i due uniscono le forze, possono aiutarsi a raggiungere l'uno l'obbiettivo dell'altra.
Arang, furba e testarda, riesce a raggiungere l'Imperatore di Giada e il Re dell'Oltretomba e con loro fa un patto: se entro 3 mesi riuscirà a scoprire la causa della sua morte e chi l'ha uccisa, avrà la possibilità di raggiungere il paradiso.
I due rimandano Arang sulla terra sotto forma di essere umano, la ragazza va subito da Eun Oh e insieme iniziano a investigare. Tra storie di mistero e sovrannaturali i due possono contare solo su loro stessi e sull'altro, e ben presto scoprono che la verità non è una sola.

Commento

Se dovessi trovare un paio di aggettivi che definiscano Arang, direi: elegante e raffinato. Non sembra nemmeno un prodotto coreano, visto che fa della misura il suo punto di forza (spesso i coreani esagerano con tragedie, angst, malattie e sfighe varie). Be' qui non è così, il drama è un vero gioiellino, l'ho adorato.
E poi ha un'ottima sceneggiatura ed interpreti bravissimi. In effetti il suo successo a metà in patria (è andato bene, ma non tanto quanto meritava), si spiega forse proprio con questa sua caratteristica "poco" coreana, è un drama che non esagera mai: si ride, ma non in modo sguaiato o di bassa lega, si piange, ma senza diventare fontane, ci si dispera, ma senza gettarsi a terra stracciandosi le vesti, si riflette, ma senza diventare pesanti.
Il gusto medio del pubblico è di solito diverso, tende a premiare le storie estreme, non solo in Corea, anche da noi, senza badare troppo se sono credibili o meno. Forse Arang è troppo "avanti" per lo spettatore tipo, ma io lo consiglio assolutamente, è un drama che non delude, perfetto dalla prima all'ultima scena.
E poi, come Bridal Mask (sebbene completamente diverso), ha una trama ottima e dei personaggi ben strutturati, la gente non si comporta senza costrutto, ogni azione ha una sua logica, sue motivazioni. Cosa rara, sappiamo bene che fin troppi drama sono un 'accozzaglia di scene unite da storie esilissime. Non qui.
Inoltre il fantasy non è mai eccessivo o ridicolo. Tutto procede con delicatezza, anche quando si affronta il tema cupo per eccellenza: la morte. Ricordo bene di essermi preoccupata alla vigilia della visione, perché temevo un fantasy grottesco e fatto male, ma per fortuna non è stato così. E poi Arang è un drama che ci offre un umorismo delizioso, leggero e ben fatto, niente battute di quart'ordine, niente doppi sensi o le solite scene a base di bagni e costipazioni varie (che fanno forse ridere i coreani, ma io le trovo proprio squallide).
Un drama in cui ti affezioni a tutti i personaggi, in cui i comprimari sono mitici come i protagonisti, i nostri adorabili Satto e Arang, non pupazzetti senza spessore (basta pensare a Dol Soe e la Sciamana). Arang riesce a strapparti un sorriso anche nei momenti più neri, pur facendoti restare col cuore in gola fino alla fine.
La trama è davvero particolare, va vista, ma non oso pensare a che ne sarebbe stato di argomenti così dark: in altre mani avremmo visto la sagra della sfiga e del pianto, mentre qui una sceneggiatura priva di buchi (che alla fine risponde pure a tutte le domande) ci porta in un mondo "altro" rispetto al nostro, ma perfettamente credibile, perché ha sue leggi, una sua struttura, un suo motivo d'essere. Senza mai strafare.
Insomma, se cercate il drama da piagnisteo girate alla larga, ma se volete una storia appassionante e delicata allora Arang fa per voi. Io lo amo. E non sto qui a dire quanto bravi (belli e con grande chimica) siano stati Lee Jun Ki e Shin Min Ha, attori con la A maiuscola, perfettamente in parte, una gioia per gli occhi e il cuore. Non c'è bisogno che lo dica, basta vedere pochi minuti e già si capisce.