ROKUSENNIN NO INOCHI NO VISA

Recensione a cura di Martina

Titolo: 六千人の命のビザ / Rokusennin no inochi no Visa / Visas for 6.000 Lives
Genere: Biografico / Non-fiction
Anno: 2005 - 11.10.2005
Episodi: 1 episodio di circa 106 minuti
Casa di produzione: Giappone - YTV / NTV
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Cast

Sorimachi Takashi

Sugihara Chiune

Iijima Naoko

Sugihara Yukiko

Trama

"Visas for 6.000 Lives" racconta la storia vera di Chiune Sugihara, un diplomatico che salvò le vite di più di seimila ebrei, l'unico giapponese insignito dell'onorificenza di "Giusto fra le nazioni" dal governo israeliano. Basato sul libro scritto dalla moglie di Sugihara, il drama segue le vicende privilegiando fin da subito il punto di vista di Yukiko, la cui voce interviene fuori-campo nei momenti di svolta delle vicende.
Sugiura, nato nel 1900, era fluente in cinque lingue diverse, lavorò per il governo mancese controllato dal Giappone, e in Manciuria negoziò l'acquisto del sistema ferroviario gestito dalla Russia, ottenendo un successo che ebbe risonanza anche sulla stampa estera. Disturbato dal trattamento crudele che il governo giapponese riservava ai cinesi, diede le dimissioni nel 1934.
Le vicende nel drama iniziano poco dopo, con l'incontro tra Yukiko e Chiune, l'insolita proposta di matrimonio di quest'ultimo e la nascita del primogenito Hiroki. Nel 1938 Sugihura ottiene dal governo giapponese un incarico all'ambasciata giapponese a Helsinki, ma l'anno successivo, con l'incombere della Seconda Guerra Mondiale, viene mandato in Lituania. Qui il suo ruolo non sarà quello di diplomatico ma di spia, con il compito di osservare le mosse dei tedeschi e dei russi.
Giunto a Kaunas, Lituania, Sugihara è l'unico giapponese a parte la moglie, la sorella di quest' ultima, e il figlio. Dopo l'inizio della guerra e l'invasione della Polonia da parte della Germania, aumenta sempre più il numero di rifugiati ebrei in Lituania.
Chiune conosce il piccolo Samuel, dal quale viene invitato a cenare con la propria famiglia durante la celebrazione dell'Hanukkah. Dei parenti di Samuel hanno una richiesta molto importante da porre a Sugihara: ottenere dei permessi di transito per il Giappone, così da sfuggire all'orribile persecuzione che i nazisti stanno compiendo verso gli ebrei. In breve tempo le richieste di questo tipo si moltiplicano, e al cancello dell'ambasciata giapponese di Kaunas si radunano decine di ebrei che richiedono i permessi di transito per il Giappone.
Colpito dalla loro situazione, Sugihara richiede al governo giapponese il permesso di rilasciare i visti, ma ottene più volte risposta negativa. La situazione dei rifugiati ebrei si fa sempre più disperata, e Chiune prende la sua decisione. Firmerà loro i permessi di transito disobbedendo al governo giapponese, e mettendo a serio rischio la propria carriera diplomatica.

Commento

Un drama atipico per diverse ragioni, innanzitutto per l'ambientazione occidentale oltre che storica, ma anche per la brevità e per il carattere "biografico" delle vicende. Sebbene il riassunto possa dare l'impressione di qualcosa di sterile e interessante quanto un documentario, l'opera in sé coinvolge fin dalle prime scene e, nonostante la lunghezza (oltre 100 minuti), scorre molto velocemente. Con il proseguire della storia diventa inevitabile simpatizzare con i personaggi: il dramma dei rifugiati ebrei, il dilemma di Sugihara, e infine il senso di emergenza e disperazione che accompagna le ultime scene ambientate a Kaunas. In definitiva, "Visas for 6.000 Lives" è una storia certamente drammatica che però non indugia in patetismi, che commuove senza risultare opprimente; un drama ben realizzato, sia nella sceneggiatura, che nei costumi e nelle ambientazioni.
Come non accennare al fascino di Takashi Sorimachi, che abbiamo già apprezzato in ruoli completamente diversi, tra cui GTO, il drama tratto dall'omonimo manga di Tooru Fujisawa. Sorimachi si dimostra perfetto per il ruolo, convincente nelle scene drammatiche e, diciamolo, costituisce da solo un buonissimo motivo per vedere questo drama.