ORANGE DAYS

Recensione a cura di Querida e Anneyuu

Titolo: オレンジデイズ / Orenji Deizu / Orange Days
Genere: Commedia Romantica
Anno: 2004 - dall'11.04.2004 al 20.06.2004
Episodi: 11 episodi di circa 45 minuti
Casa di produzione: Giappone - TBS

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Cast

Cast principale

Tsumabuki Satoshi

Yuuki Kai

Shibasaki Kou

Hagio Sae

Narimiya Hiroki

Aida Shohei


Cast secondario

Shiraishi Miho

Ozawa Akane

Eita

Yashima Keita

Konishi Manami

Takagi Maho

Trama

La voce narrante della storia è il ventiseienne Yuuki Kai che ricorda il tempo trascorso durante l'ultimo anno di università, quando prese fondamentali decisioni, nonché le importanti persone che incontrò.
Con un passo indietro nel tempo troviamo Kai all'età di 22 anni: è laureando in psicologia ed ha la continua preoccupazione di trovare un impiego. E' fidanzato da tre anni con Maho, sua compagna di college e presidentessa del club del linguaggio a gesti per sordomuti. I suoi due migliori amici sono Shoei e Keita.
Shoei lavora come aiuto fotografo part-time e vive in una modesta casa con la sorella portatrice di handicap. Molto corteggiato, ha una relazione con una modella. Al contrario di Kai, non è interessato a procurarsi un impiego perché dalla vita desidera di più che trasformarsi in uno dei tanti uomini servili in abito nero.
Keita sembra essere l'unico a non curarsi affatto del suo futuro, troppo impegnato com'è nella ricerca disperata dell'amore. Spesso si rivolge ai suoi amici, in particolare a Shoei, per chiedere consigli e farsi combinare appuntamenti con le ragazze.
Proprio nell'ultimo anno di università la vita di questi tre amici si intreccia con quella di Sae, una ragazza divenuta sordo-muta, molto bella ma dal carattere turbolento e con una grande passione per la musica. Il primo incontro tra Kai e Sae avviene proprio nel parco dell'università: al ritorno da un colloquio di lavoro Kai si ferma incantato ad ascoltarla suonare il violino.
Quando lei si accorge della sua presenza si ferma e gli porge la mano chiedendo soldi per lo spettacolo. Kai cerca nella sua valigetta del denaro ma, non trovandolo, le regala un'arancia staccata da un albero dal quale i tre amici spesso ne rubano i frutti. L'indomani i due si incontrano nuovamente presso la bacheca dell'università dove sono esposti gli annunci di lavoro. Kai le rivolge gentilmente la parola ma Sae, impertinente, si volta e se ne va.
Anche Shoei nota Sae nel parco. Questa volta lei è intenta a leggere un libro e non si accorge che lui le sta scattando delle fotografie. Quando alza la testa e lo vede, gli afferra la macchina fotografica con l'intenzione di gettarla a terra. In quello stesso istante giunge Akane, amica di Sae, che domanda cosa stia accadendo. Shoei, vedendo le due conversare a gesti, capisce la situazione, si scusa e fa molto di più: organizza un appuntamento al buio tra la bella Sae e Keita.
Quest'ultimo, inizialmente, apprende la notizia con molto entusiasmo ma, non appena a conoscenza che la ragazza in questione è sordo-muta, cambia subito atteggiamento e chiede ai due amici un rimpiazzo. Entrambi si rifiutano ma, per sua fortuna, rimedia un impegno per la giornata e si dilegua. A causa del lavoro di Shoei, Kai è ora costretto ad andare all'appuntamento inconsapevole di dover incontrare proprio la stessa ragazza che aveva ammirato suonare nel parco.

Commento

Orange Days è una commedia molto bella e toccante che tratta argomenti di attualità, raggiungendo ogni tipo di spettatore.
La storia ha una collocazione temporale ben precisa. Una delle prime immagini di questo drama è senza dubbio significativa: Kai si trova ad attendere l'arrivo della metropolitana tra un impiegato e un gruppo di studenti spensierati. E' proprio in questa fase della vita che si trovano i protagonisti. Giunti ormai al termine dei loro "orange days" sono costretti ad effettuare importanti scelte riguardo al proprio futuro. Le problematiche che devono affrontare sono le più comuni: la difficile ricerca di un lavoro durante la quale molte porte vengono chiuse in faccia, il timore di sbagliare strada e la preoccupazione di intraprendere il nuovo cammino. Questo stadio della vita è difficile per tutti e lo è ancora di più per una ragazza sordomuta.
"Orange days" è anche dolcissimo perché è soprattutto una storia d'amore. Kai è un ragazzo educato, responsabile e sensibile. Non può lasciare indifferente il modo in cui si prende a cuore la situazione di Sae la quale rifiuta l'amicizia per la paura di essere compatita. L'integrazione nel gruppo le darà modo di esprimere i suoi sentimenti che spesso manifesta attraverso il contatto fisico. Contrariamente alla compostezza tipica giapponese Sae tocca, abbraccia e picchia. Abituata al palcoscenico, non riesce ad accettare la sua condizione di disabile e continua a "gridare" disperata "Perché proprio io?" "Perché a me?". Kai promette a se stesso che la salverà dalla solitudine del buio. Da queste premesse nascerà un sentimento che da semplice amicizia diverrà qualcosa di più profondo.
Coinvolgenti anche le storie degli altri personaggi, in particolare quella di Shohei, il quale vive una situazione familiare difficile e il suo atteggiamento a volte provocatorio è un duro scudo con cui difendere se stesso. Keita, invece, da l'impressione di stare in un mondo tutto suo, incentrato com'è nel suo problema di essere single. A chiudere il quintetto c'è Akane, apparentemente la brava ragazza diligente e gentile, che però non manca di sfoderare la parte più forte del suo carattere.
In sostanza guardando questo drama si viene assorbiti al punto che la colonna sonora sembra impercettibile quasi a sottolineare il "silenzio" della protagonista esaltandone la sua espressività. I colori caldi delle immagini e la dolcezza dei personaggi non possono che lasciare un segno positivo nello spettatore che resterà attento a coglierne tutte le sfumature.
Un drama che nel complesso lascia quel senso dolce dell'ultimo momento della giovinezza spensierata, dove ci si sofferma ancora un poco, prima di tuffarsi nella realtà sociale dell'essere adulti. Dove gli amici ci sono e possono esserci sempre, dove l'amore può anche non avere i piedi per terra e dove si fonda la "Orange Society", scrivendo a turno su un diario comune, che negli anni a venire basterà sfogliare per riportare in superficie il ricordo di quegli Orange Days.