NOBUTA WO PRODUCE

Recensione a cura di Gnoma e §Laira§

Titolo: 野ブタ。をプロデュース / Nobuta wo Produce / Producing Nobuta
Genere: Commedia Scolastica
Anno: 2005 - dal 15.10.2005 al 17.12.2005
Episodi: 10 episodi di circa 45 minuti
Casa di produzione: Giappone - NTV

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Cast

Cast principale

Kamenashi Kazuya

Shuji Kiritani

Yamashita Tomohisa

Akira Kusano

Horikita Maki

Nobuta Kotani


Cast secondario

Toda Erika

Mariko Uehara

Fukaura Kanako

Nobuko Kiritani

Takashi Ukaji

Satoru Kiritani

Trama

Siamo in una normalissima (più o meno) scuola superiore di Tokyo. Nella classe 2^B, come in ogni classe che si rispetti, ci sono i soggetti più disparati: gli sportivi, i secchioni, la gang di teppisti (alias "la banda di Bando" ©Aikou), i buffoni, le amichette kawaii, i casinisti etc... Tra di loro, il leader incontrastato della classe, se non dell'intera scuola, è Kiritani Shuji, ragazzo perfetto da qualsiasi parte lo si guardi: belloccio, di buon carattere, bravo negli studi, fidanzato con la ragazza più desiderata della scuola (Uehara Mariko), amico di tutti e da tutti rispettato. Il massimo che si possa desiderare! Altro personaggio curioso, ma per il motivo opposto, è Kusano Akira: un tipo indefinibile che non si capisce se ci è o ci fa. Sembra stupido, e forse lo è davvero, con tutte le sue stravaganze di cui neanche si vergogna... Ma cosa c'entrano l'uno con l'altro questi due tizi diametralmente opposti? Inizialmente quasi nulla, se non per il fatto che Akira, fraintendendo la disponibilità di Shuji (che ha verso chiunque, non certo verso Kusano in particolare), si sia messo in testa che loro due siano "best friends" , con parecchio disgusto da parte del perfettino Kiritani, che si ritrova perseguitato da questo soggetto invadente e asfissiante!
Successivamente farà la sua comparsa il vero collante tra i due: Kotani Nobuko, una nuova studentessa della 2^B. Nobuko è una ragazza decisamente strana: chiusa in se stessa, triste al limite del macabro, sempre a testa bassa e con un sorriso parecchio inquietante... Lei cerca soltanto di passare inosservata, ma questo suo atteggiamento, viceversa, attira moltissime attenzioni, soprattutto da parte di chi non ha niente di meglio da fare che maltrattare gli indifesi. Nobuko diventa così il soggetto preferito di prese in giro e atti di bullismo piuttosto pesanti, finchè sia Shuji che Akira, infastiditi ed impietositi da questa situazione, decidono di aiutare Kotani ad uscirne.
Non tutto il male viene per nuocere, insomma, perchè alla fine, senza prevederlo (e probabilmente senza neanche volerlo), si ritrovano tutti e 3 a combattere su di un fronte comune, ma non battagliando contro "il nemico", bensì agendo per rafforzare "i nostri"! Decidono infatti di provare a migliorare Nobuko facendola uscire dal suo guscio, affinchè diventi una ragazza popolare, ammirata e benvoluta. Il progetto prenderà forma ben presto: Nobuko avrà un nome in codice, Nobuta, e Akira e Shuji saranno i suoi "produttori": il drama infatti si intitola "Nobuta wo Produce" che, tradotto, suona come una specie di "Producendo Nobuta".
Con l'avvio della "produzione" si scoprirà che Shuji, a suo tempo, ha già fatto su se stesso qualcosa del genere... Non è infatti il ragazzo impeccabile che vuol dare a vedere: la sua, infatti, è solo una facciata creata a tavolino per passare tranquillamente i suoi 3 anni di liceo senza problemi, cosa che lo rende un ragazzo molto solo sotto la superficie luccicante che mostra agli altri. Anche Akira in fondo non se la passa tanto bene, nonostante provenga da una famiglia schifosamente ricca che vorrebbe lasciare un impero economico nella sue mani una volta finiti gli studi: la sua frivolezza è solo un modo per cercare di godersi i suoi ultimi anni di spensieratezza giovanile prima del grande salto... Pure Nobuta è infinitamente sola, fin da quand'era bambina, ferita dal non essere mai stata accettata dal secondo marito di sua madre, e finendo per chiudersi in una gabbia da cui ormai fatica ad uscire.
La storia parte da qui: tre persone sole che, per un motivo forse sciocco, finiscono per passare un po' di tempo insieme, e un pochino di più ogni giorno, affrontando cose piccole e poi più grandi, fino a costruire inconsapevolmente qualcosa che diventerà una meravigliosa amicizia ed un trampolino per cominciare a guardare in faccia la propria solitudine interiore, dandole un bel calcio nel sedere.

Curiosità

Per la stagione televisiva in cui questo drama è andato in onda, Nobuta wo Produce ha vinto quasi tutto ciò che poteva. Infatti, ai 47th Television Drama Acadamy Awards, si è spazzolato ben SETTE premi: Miglior Drama, Miglior Attore (per Kazuya Kamenashi), Migliore Attrice Non Protagonista (per Maki Horikita), Miglior Regia, Migliore Storia e Migliore Musica. Non contenti, ai successivi 10th Nikkan Sports Drama Awards, Nobuta wo Produce ha vinto nuovamente come Miglior Attore, ma stavolta il premio se l'è intascato Tomohisa Yamashita!
Come se non bastasse, il singolo Seishun Amigo, sigla di coda del drama cantata dai due protagonisti maschili, Tomohisa Yamashita e Kamenashi Kazuya, ha venduto più di 1 milione di copie entro il primo mese dalla sua uscita; è rimasto in classifica per ben 54 settimane; e a fine anno, dati alla mano, è risultato il singolo più venduto in assoluto di tutto il 2005... Ed il terzo nel 2006!!! Infine, non chiedetemi perchè, ma il singolo è uscito perfino in Svezia, entrando addirittura in classifica al 41mo posto!
A questo punto che nessuno neghi l'infinita potenza del Nobuta Power Chu-Nyu!!!

Commento

Nobuta wo Produce è un drama che solitamente "piace". Piace anche a chi non è un appassionato di j-drama, piace anche a chi non ama le commedie scolastiche, piace anche a chi è un po' allergico al cavalcare l'onda dell'idol del momento; ma, per piacere nonostante tutto questo, si deve avere la pazienza di aspettare che la storia ingrani, e questo succede intorno al quarto episodio. Questa serie ha infatti un inizio un po' lento in cui si introduce molto la vicenda, ma poco la psicologia dei personaggi, che viene messa allo scoperto un po' più lentamente. Nel momento in cui si comincia ad "abituarsi" e ad affezionarsi ai protagonisti, però, è difficilissimo abbandonarli. Forse questa cosa può dipendere da una delle tematiche più importanti del drama: l'amicizia! Grande merito di questo drama è infatti aver messo l'attenzione principalmente su questo aspetto del rapporto tra i personaggi, piuttosto che sul solito e scontato triangolo sentimentale, di cui, siamo sinceri, ormai ci siamo un po' stufati... Qui l'amicizia viene intesa in un senso profondissimo, che va aldilà dell'aiutarsi e sorreggersi a vicenda, e che va oltre perfino il conoscersi ed amarsi per come si è davvero... In "Nobuta wo Produce" l'amicizia è intesa come vero collante tra le anime, che si riassume completamente in una frase di Akira: "Mi piaci quando siamo tutti e tre insieme". E' un insegnamento semplice, perfino al limite del banale se vogliamo, eppure, durante la visione, non ci si fa caso, e, cosa più importante di tutte, ci si crede, perchè è pur vero che anche le trama più banali, se plasmate con accortezza ed intelligenza, possono essere emozionanti.
Agganciandomi alla tematica dell'amicizia, vorrei aprire una piccola parentesi su un aspetto che meno ho apprezzato di questo drama: a volte pecca di buonismo. Sebbene la cosa non mi sconfinferi troppo, mi rendo conto, però, che è una cosa inevitabile. Innanzitutto è un drama, e non un film, e in Asia ciò che è "per tutti" (come, appunto, il pubblico televisivo), quasi sempre deve possedere un minimo di messaggio "educativo"; a differenza di ciò che è "non per tutti" (il pubblico cinematografico) per cui non ci sono regole nè freni. Inoltre "Nobuta wo Produce" nasce per un target adolescenziale, pertanto è comprensibile che uno scivolone nel "volemosebbene" è prevedibile. Essendo infine un drama di ambientazione scolastica si incorre in tutti i clichè del genere: bullismo, sete di popolarità, costruzione di una personalità "di facciata"; e, per contro, l'importanza delle vere amicizie, del perdono, dei ricordi felici... Accettate queste motivazioni, il buonismo della serie non sarà assolutamente stucchevole nè indigesto, su questo posso dare la mia parola, perchè viene stemperato ed amalgamato con altri elementi. Ecco che emergono, quindi, gli anti-clichè: un vago misticismo, il trio che non si strugge se diventare un triangolo, una serie di apparentemente sciocchi tormentoni che sdrammatizzano molte situazioni.
Anche un po' per tutto questo si tende ad amare "Nobuta wo Produce": pur non aggiungendo nulla di nuovo, riesce comunque a plasmare con originalità ciò che nuovo non è. Sono fermamente convinta che spesso sia più difficile uscire dagli schemi rimanendo sui binari della tradizione, piuttosto che inventare qualcosa totalmente ex novo.
Per quanto riguarda i personaggi, c'è da dire che, protagonisti a parte, più che personaggi il cast è formato da macchiette. Può non essere un difetto, ma sinceramente, in un drama profondo come "Nobuta wo Produce" trovo sprecato abbozzare così tanti personaggi senza dare la possibilità ad almeno alcuni di loro di prendere forma un po' di più. In compenso i tre protagonisti sono stati splendidamente plasmati di episodio in episodio: partono da un punto e, nel corso delle puntate, così come è normale che sia anche nella vita, la ruota gira per tutti prima o poi, e così anche per loro, e di conseguenza le cose cambiano, e loro insieme alle cose... Nobuta, Shuji e Akira mostrano come si possa crescere senza neanche rendersene conto, semplicemente allontanandosi impercettibilmente ogni giorno di più dal bastone che ci sorregge, fino ad accorgerci che non c'è più e stiamo camminando da soli. Magari male, ma con le nostre gambe. Nobuta in particolare ne ha bisogno: se Shuji deve togliere la sicura dalla cassaforte che custodisce la sua naturalezza, e Akira deve fare un salto che non vuole fare, ma comunque loro due, pur nella loro incompletezza, hanno già provato a vivere con gli altri, nel bene o nel male. Senza vero trasporto e partecipazione, è vero, ma non completamente isolati dal resto del mondo. Nobuta invece sì. Per Nobuta ogni più piccolo gesto fatto insieme a qualcuno è un'esperienza nuova, forse perfino invasiva. Per lei i rapporti interpersonali sono carta bianca! Altro personaggio molto interessante trovo che sia Mariko: solitamente la "rivale" ha sempre qualcosa da nascondere, si mostra perfetta ma non lo è affatto. Mariko, invece, è davvero perfetta, non la si può odiare, neanche se ci si mette d'impegno! Eppure per quanto puoi essere insuperabile sotto un punto di vista oggettivo ed indiscutibile, può non bastare per il cuore "soggettivo" di qualcuno.
C'è ancora una cosa di cui vorrei parlare, e ce ne sarebbe anche un sacco da dire, ma si tratta del... Finale!!! Pertanto, per non spoilerare, devo rinunciarci. Posso solo dire che è un finale molto discusso e controverso : un po' tutti, infatti, avrebbero desiderato uno sviluppo diverso, salvo poi pensarci sopra e comprendere che tutto il percorso fatto in 11 episodi serviva proprio a quello che poi effettivamente è stato. Se non vi ho innervosito con questa mezza frase, spero di avervi almeno incuriosito.