DRAMA GIAPPONESI

I drama in Giappone sono un genere televisivo di grande respiro e con una "storia" discretamente lunga alle spalle: le danze sono state aperte da "Gekko Kamen" nel lontano 1958, che contava 130 episodi.
Nei 52 anni seguenti le cose sono decisamente cambiate: generalmente le serie constano di una decina di episodi da circa 40 minuti l'uno, ma le nove reti televisive nipponiche principali offrono comunque prodotti televisivi di diverso genere, durata, slot e modalità di trasmissione. Negli ultimi anni siamo giunti perfino all'ideazione di drama per keitai (cellulare), trasmessi per 5 minuti ogni giorno. Se negli anni '60 andavano in onda 2 soli drama e nel giro di venti anni il numero era salito a più di una dozzina, negli anni '90 si assiste ad un vero e proprio boom: più di 50, fondamentalmente di genere romantico: ci sono esempi di romance "scolastica" (mi viene in mente "Minami-kun no Koibito" del 1994, che vedrà un remake dieci anni dopo), ma le storie trattate hanno per lo più tratti adulti e sensuali.

Sono gli anni in cui Kimura Takuya degli SMAP si fa strada nel cuore del Giappone, recitando in tanti dei drama che hanno fatto la storia - tant'è che il taglio della sua lunga e fluente chioma in "Love Generation" causò scompiglio e scandalo.Non mancano comunque esempi di drama con tematica fantascientifica/horror come da tradizione giapponese (tanto per citarne uno del primo gruppo, nel 1995 viene trasmesso Nanase Futatabi, anche lui oggetto di remake nel nuovo millennio).Negli ultimi dieci anni la programmazione si è "stabilizzata": l'anno è diviso in 4 trimestri e - limitandoci agli spettacoli serali - ogni settimana consta all'incirca di 24-25 drama.


I drama giapponesi spesso sono tratti da manga o da libri di successo, anche se non sempre la storia segue poi fedelmente l'originale e a volte capita addirittura che il drama venga girato mentre il manga è ancora in corso. Numerosissimi sono i drama scolastici, spesso 'episodici', cioè strutturati in modo che ogni episodio si focalizzi su un personaggio in particolare. In questo tipo di drama solitamente il tema fondamentale è l'amicizia, mentre l'amore, quando non è del tutto assente, passa in secondo piano.Esistono certamente anche drama scolastici a tema amoroso, in cui comunque l'amicizia non viene mai del tutto accantonata e anche i personaggi secondari non sono semplici 'riempitivi', ma hanno spesso la loro storia personale. Il genere più diffuso è quello della commedia romantica, i cui cliché più comuni sono la convivenza forzata, in cui solitamente uno dei protagonisti all'inizio malsopporta l'altro - se non peggio - l'entrata in scena di altri eventuali pretendenti (eh, altrimenti che gusto c'è...) e quel tipico buonismo da commedia, per cui alla fine l'impegno dei personaggi viene sempre premiato (spesso poi col messaggio che comunque l'importante non è tanto il raggiungere o no il proprio scopo, quanto il cammino compiuto per arrivarci).
Nelle storie drammatiche è spesso presente il tema della malattia, trattato solitamente per gran parte del suo decorso, ma senza per questo cadere in piagnistei o essere fonte di sofferenza gratuita per lo spettatore, è anzi da sottolineare la grande delicatezza e dignità con cui la tematica viene generalmente trattata.


A partire dagli anni '70 nasce una nuova tipologia di telefilm, che possiamo affettuosamente definire 'ciarpame trash', come i famosissimi 'Kamen Raider' (noti a noi come Power Rangers nella successiva versione americana), che ancora oggi raccolgono schiere di fan giapponesi. Sulla scia di questi eroi in costume, che sconfiggono mostri di gommapiuma, nel 2005 esce in TV la rivisitazione del famosissimo manga 'Sailor Moon', apoteosi di quella tragicomica corrente trash tipica dei prodotti a basso costo. Combattenti con parrucche sgargianti, effetti speciali a dir poco primitivi, trasformazioni ridicole e mostri che sembrano fatti con le formine, fanno da cornice a queste serie, che benché ignorate dai più qui da noi, sono delle vere perle rare per gli amanti del puro trash.

Negli ultimi anni si è poi diffuso moltissimo il genere poliziesco, sviluppato sia in modo "tradizionale", sia articolato in storie di vendetta, sia rivolto verso tematiche più paranormali: la durata non eccessiva degli episodi e delle serie stesse sono poi particolarmente indicate per questo genere di storie dal ritmo incalzante. Da non sottovalutare è il genere storico - quello che raccoglie davanti alla tv il maggior numero di spettatori - che di anno in anno si concentrano sulla vita di personaggi importanti per la storia giapponese: sono accurati e contano un grandissimo numero di personaggi, interpretati da volti più o meno famosi. In tempi più recenti infine è stato sviluppato un filone di drama "sperimentali": si tratta di storie dagli episodi più brevi - dal quarto d'ora alla mezz'ora scarsa ad episodio - del tutto anticonvenzionali o per la struttura della storia, o per le tematiche trattate o anche per le scelte registiche. Degli ottimi esempi del genere sono la prima serie di "Liar Game", "Loss:Time:Life" o "0 Goushitsu no Kyaku".